Cultura & Gossip
INFO - Agenda settimanale degli spettacoli dal 7 al 13 aprile 2025 in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano
04.04.2025 18:43 di Napoli Magazine
Cinema Teatro Modernissimo di Telese
Martedì 8 aprile, ore 20.45
 
Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
Da mercoledì 9 a venerdì 11 aprile, ore 20.45
 
Arealive
presenta
 
Peppe Servillo & Solis String Quartet in
 
Carosonamente
 
con
Peppe Servillo (voce), Vincenzo Di Donna (violino), 
Luigi De Maio (violino), Gerardo Morrone (viola),
Antonio Di Francia (cello, chitarra e arrangiamenti)
 
A distanza di cinque anni dall’uscita di “Presentimento” album con il quale, insieme al precedente “Spassiunatamente”, hanno affrontato con dovuto rispetto capolavori della canzone classica napoletana, ecco in arrivo per Peppe Servillo & Solis String Quartet un nuovo album, questa volta dedicato ad un solo autore: Renato Carosone!
“Si puo` prendere a prestito l’aria lieve e scanzonata di un autore profondo e romantico come Renato Carosone? E` utile forse e necessario ora piu` che mai, non per incoscienza ma per amore di quella vita colorata, ironica, spassiunata che nel dopoguerra lui seppe cantare ed interpretare. Oltre i titoli famosi proporremo brani meno noti che ci raccontano un Carosone “altro” sempre vitale anche nella narrazione d’amore. Come al solito nella versione sobria ed elegante dei Solis speriamo di far apprezzare in controluce la voce di un singolare autore italiano.”
Peppe Servillo
 
Teatro Nuovo di Napoli
Martedì 8 aprile, ore 19.00
 
nell’ambito della rassegna “Napoli Fermata Mistero”
Il crime a teatro, a cura di Ciro Sabatino
 
Angela Celentano
Era il 10 agosto 1996 quando la piccola Angela scomparve nel nulla durante una gita con la famiglia sul Monte Faito. Aveva tre anni.
Rapita? Uccisa? Caduta nella boscaglia e mai ritrovata? Tutte domande che ancora cercano una risposta.
 
Teatro Ricciardi di Capua
Martedì 8 aprile, ore 20.30
 
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
Giovedì 10 aprile, ore 21.00
 
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
Da venerdì 11 a domenica 13 aprile
 (venerdì ore 20.45, sabato ore 19.00, domenica ore 18.00)
 
Cardellino srl
in coproduzione con 
Spoleto Festival dei Due Mondi, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
presentano
 
Ciarlatani
testo e regia Pablo Remón
traduzione italiana Davide Carnevali
da Los Farsantes
 
 
con Silvio Orlando 
e (in o.a.) 
Francesca Botti, Francesco Brandi, Nina Pons
 
scene Roberto Crea
luci Luigi Biondi
costumi Ornella e Marina Campanale
aiuto regia Raquel Alarcón
 
Ciarlatani racconta la storia di due personaggi legati al mondo del cinema e del teatro. Anna Velasco è un’attrice la cui carriera è in fase di stallo. Dopo aver recitato in piccole produzioni di opere classiche, ora lavora come insegnante di pilates e nei fine settimana fa teatro per bambini. 
Tra soap opera televisive e spettacoli alternativi, Anna è alla ricerca del grande personaggio che la farà finalmente trionfare. Diego Fontana è un regista di successo di film commerciali che si sta imbarcando in una grande produzione: una serie da girare in tutto il mondo, con star internazionali. 
Un incidente lo porterà ad affrontare una crisi personale e a ripensare la sua carriera. Questi due personaggi sono collegati dalla figura del padre di Anna, Eusebio Velasco, regista di culto degli anni ’80, scomparso e isolato dal mondo.
Ciarlatani sono anche diverse opere in una: ognuno di questi racconti ha uno stile, un tono e una forma particolari. Il racconto di Anna ha uno stile eminentemente cinematografico, con un narratore che ci guida, e in cui sogno e realtà si confondono. 
La storia di Diego è un’opera teatrale più classica, rappresentata in spazi più realistici. E infine c’è, a mo’ di pausa o parentesi, un’autofiction in cui l’autore dell’opera a cui stiamo assistendo si difende dalle accuse di plagio.
Queste storie sono raccontate in parallelo, si alimentano a vicenda, sono specchi degli stessi temi. L’insieme è costruito con capitoli in parte indipendenti, che formano una struttura più vicina al romanzo che al teatro. 
L’intenzione è che “Ciarlatani” sia una narrazione eminentemente teatrale, ma con un’aspirazione romanzesca e cinematografica.
Ciarlatani infine è una commedia in cui solo quattro attori viaggiano attraverso decine di personaggi, spazi e tempi. Una satira sul mondo del teatro e dell’audiovisivo, ma anche una riflessione sul successo, sul fallimento e sui ruoli che ricopriamo, dentro e fuori la finzione.
Pablo Remón
 
Teatro Magic Vision di Casalnuovo
Mercoledì 9 aprile, ore 20.45
 
Teatro Italia di Acerra
Giovedì 10 aprile, ore 20.45
 
Teatro Umberto di Nola
Venerdì 11 aprile, ore 20.45
 
Teatro Partenio di Avellino
Sabato 12, ore 20.45, e domenica 13 aprile, ore 18.00
 
Best Live
presenta
 
Giovanni Esposito, Nunzia Schiano 
in
 
Benvenuti in casa Esposito
Liberamente tratto da Benvenuti in casa Esposito di Pino Imperatore
uno spettacolo di Paolo Caiazzo, Pino Imperatore, Alessandro Siani
 
con 
Susy Del Giudice, Salvatore Misticone, 
Gennaro Silvestro, Carmen Pommella, Aurora Benitozzi
 
musiche Andrea Sannino
direzione musicale e arrangiamenti Mauro Spenillo 
scene Roberto Crea
costumi Lisa Casillo
 
regia Alessando Siani
 
Nessuno ha imposto a Tonino Esposito di fare il delinquente. Eppure lui vuole farlo a tutti i costi, anche se è sfigato e imbranato. Perché vuole mostrarsi forte agli occhi di tutti. E perché è ossessionato dal ricordo del padre Gennaro, che prima di essere ucciso è stato un boss potente e riverito nel rione Sanità, a Napoli.
Così Tonino, tra incubi e imbranataggini, resta coinvolto in una serie di tragicomiche disavventure che lo portano a scontrarsi con i familiari, con le spietate leggi della criminalità e con il capoclan Pietro De Luca detto ’o Tarramoto, che ha preso il posto del padre. 
E quando non ce la fa più, quando tutto e tutti si accaniscono contro di lui, va nell’antico Cimitero delle Fontanelle a conversare con un teschio che secondo la leggenda è appartenuto a un Capitano spagnolo.
Nel tentativo di riportarlo sulla strada dell’onestà, la capuzzella del Capitano si trasforma in un fantasma e si trasferisce a casa di Tonino. Dalla comica “collaborazione” tra i due nascono episodi esilaranti, che trovano il loro culmine nel periodo in cui Tonino, dopo aver messo nei guai ’o Tarramoto, viene messo agli arresti domiciliari dal capoclan e cade in depressione. 
Intorno a Tonino, al Capitano e a De Luca si muovono altri personaggi memorabili: Patrizia, moglie di Tonino, donna procace e autoritaria; Gaetano e Assunta, genitori di Patrizia, che si strapazzano di continuo; Manuela, vedova del boss Gennaro, donna dai nobili sentimenti; Tina, giovane figlia di Tonino e Patrizia, che combatte la condotta illegale del padre.
In casa Esposito non manca una presenza animalesca: Sansone, un’iguana del genere meditans, che fa da contrappunto a tutti i divertenti momenti della commedia. 
La commedia è un insieme di dialoghi irresistibili, colpi di scena e messaggi di grande valore etico, riporta gli aspetti più cafoni e ridicoli della criminalità, rispolvera la grande tradizione comica napoletana e fa ridere e riflettere.
Un modo nuovo di raccontare e denunciare la malavita, perfettamente in linea con i contenuti del romanzo bestseller “Benvenuti in casa Esposito”, che è stato un vero e proprio caso letterario. 
Un libro che ha scalato le classifiche grazie al passaparola e all’entusiasmo di migliaia lettori in tutta Italia e che è stato adottato da scuole, istituzioni pubbliche, associazioni antimafia, comitati civici, gruppi che si battono per la Legalità.
 
Teatro Gloria di Pomigliano d’Arco
Giovedì 10 aprile, ore 20.45
 
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
Da venerdì 11 a domenica 13 aprile 
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
 
Ente Teatro Cronaca, Sgat Napoli/Teatro Augusteo
presentano
’Na Santarella
di Eduardo Scarpetta
adattamento e regia Claudio Di Palma
 
con Massimo De Matteo
e con 
Chiara Baffi, Marika De Chiara, Angela De Matteo, Carlo Di Maro, Luciano Giugliano, Valentina Martiniello, Peppe Miale, Sabrina Nastri, Domenico Palmiero, Federico Siano
 
scene Luigi Ferrigno
costumi Annamaria Morelli
musiche Paolo Coletta
aiuto regia Manuel Di Martino
 
Due pronunciamenti testuali così contrastanti sulle virtù e i vizi di un’unica persona ci dicono, fra le altre cose, che Scarpetta ha inteso eleggere questa sua Santarella a simbolo di un emblematico dualismo comportamentale. 
Una donna dalla doppia personalità, insomma: timida e timorata di Dio, ma anche, intimamente, estrosa, ribelle e volitiva. Ma le pulsioni latenti di questa femmena, che è “angelo e diavula”, per Scarpetta sono anche l’occasione per svelare bipolarismi caratteriali assai più diffusi.
In questo senso, emblema e cardine di infingimenti e contraddizioni varie, è, naturalmente e soprattutto, il Felice “di turno”, per l’occasione in abiti di musicista compositore. Intorno ai due, l’autore costruisce una rete di umanissimi, ancorché anomali, figuri tutti alle prese con dissonanze interiori mal risolte, con vizi, ipocrisie ed ambizioni nascoste a malapena. Tutti con indosso vesti di convenienza che mistificano le identità e tutti, allo stesso tempo, capaci di trovare soluzioni alle proprie nevrosi negli stessi equivoci prodotti. 
Per questo non nasce dramma. Mai. Neppure di fronte a spiazzanti fratture psichiche. No, nessun dramma. 
Il teatro di Scarpetta, implicitamente sensibile agli sdoppiamenti che il Novecento insinuerà anche negli uomini semplici, si occupa piuttosto proprio del ribaltamento categorico del dramma, ossia, la comicità. In questo senso la costruzione è perfetta e, nella nostra lettura, trova collocazione più opportuna proprio nel teatro. 
Il teatro inteso come spazio dell’azione in cui i desideri, le vanità o certe perniciosità umorali, possono immaginare plausibili e creative realizzazioni o terapeutiche risolutive elaborazioni.
Nella nostra scena, dunque, c’è solo il teatro, che sia quello da parrocchia o quello più ufficiale addirittura d’opera. Il teatro, solo: nudo e solenne. Un teatro che, anche fra le quinte, riservi sorprese esilaranti, sappia nascondere o rivelare trucchi ed ambiguità, possa concedere epiloghi inattesi. 
Un teatro, inoltre, che ripari le ipocrisie e i disturbi dissociativi dei suoi protagonisti nell’irresistibile e cinica drammaturgia che Scarpetta tipizza con impareggiabile e consapevole ironia.
Claudio Di Palma
 
Teatro Nuovo di Napoli
Da giovedì 10 a domenica 13 aprile
(giovedì ore 21.00, venerdì e domenica ore 18.30, sabato ore 19.00)
 
Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Sipario Toscana Onlus La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, Permàr
in collaborazione con
Comune di Grosseto, Teatro Cristallo Olinda residenza artistica, 
La Baracca – Medicinateatro, Duel
presentano
 
Dei figli
uno spettacolo di Mario Perrotta
consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati
 
con
Dalila Cozzolino, Giampiero De Concilio, Matteo Ippolito, Mario Perrotta
 
in video
Arturo Cirillo, Alessandro Mor, Marta Pizzigallo, Paola Roscioli, Maria Grazia Solano
 
in audio
Saverio La Ruina, Marica Nicolai, Paola Roscioli, Maria Grazia Solano
 
aiuto regia Marica Nicolai, costumi Sabrina Beretta 
luci e scene Mario Perrotta, video Diane, Ilaria Scarpa | Luca Telleschi
mashup Vanni Crociani, Mario Perrotta, scene Fabrizio Magara
sarta Maria Isabel Anaya, foto Luigi Burroni
 
Dei figli conclude la trilogia In nome del padre, della madre, dei figli, provando a ragionare su quella strana generazione allargata di “giovani” tra i 18 e i 45 anni che non ha intenzione di dimettersi dal ruolo di figlio. Non tutti, per fortuna, e non in ogni parte del mondo. Ma in Italia sì, e sono tanti.
 
“Una casa che è limbo, che è purgatorio, per chiunque vi passi ad abitare. Vite in transito che sostano il tempo necessario – un giorno o anche una vita – pagano un affitto irrisorio e in nero e questo li lascia liberi di scegliere quanto stare, quando andare. Solo uno sosta lì da sempre: Gaetano, il titolare dell’affitto. Al momento, le vite in casa sono quattro. Vediamo tutti gli ambienti come se i muri fossero trasparenti. La casa è fluida, come le vite che vi abitano. Le uniche certezze sono quattro monitor di design, bianchi, come enormi smartphone. Su ognuno di essi stanziano, incombenti, le famiglie di origine degli abitanti: genitori, sorelle, cugini… 13 personaggi per un intreccio amaramente comico, un avvitamento senza fine di esistenze a rischio, imbrigliate come sono nel riflettere su se stesse”.
Mario Perrotta
 
 
“Una delle grandi mutazioni antropologiche del nostro tempo riguarda la cronicizzazione dell’adolescenza. Se prima la giovinezza era legata alla pubertà e si concludeva con la fine dell’adolescenza, oggi l’adolescenza non è più il riflesso psicologico della “tempesta” psicosessuale della pubertà bensì una condizione di vita perpetua che tende a cronicizzarsi. Quando questo accade in primo piano è la difficoltà del figlio di accettare la separazione dai genitori per riconoscersi e viversi come adulto. L’adolescenza perpetua impedisce infatti al figlio di divenire uomo assumendo le conseguenze dei propri atti anziché colpevolizzare il mondo degli adulti identificandosi nel ruolo della vittima tanto innocente quanto inconsolabile. Il nuovo spettacolo di Mario Perrotta indaga queste e altre sfumature dell’esser figlio sine die, senza però dimenticare la forza, lo splendore e l’audacia straordinaria della giovinezza”.
Massimo Recalcati
 
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
Venerdì 11 aprile, ore 21.00
Fiorenza Calogero
in
 
Vico Vivian
 
regia Gennaro Monti
 
musiche originali Raffaele Viviani
 
Fiorenza Calogero presenta il suo nuovo concerto con una rilettura dei classici di Raffaele Viviani e di tanti altri brani che contraddistinguono, ancora oggi, lo stile versatile e contemporaneo del grande commediografo di origini stabiesi.
“Un vico messo in scena come viaggio – dice Fiorenza a proposito dello spettacolo – un vico che è punto di arrivo e di partenza, di deriva e di approdo verso un nuovo mondo: il mondo di Raffaele Viviani”. 
Così è concepito tutto il concept musicale, dagli arrangiamenti alle collaborazioni, dal “modo di cantare” alle atmosfere. E così che si traduce sul palcoscenico. 
“Un vico che viaggia in un’interminabile strada fatta di mistero e poesia, terra e mare, luce e buio, pulsione e razionalità. Un autore del passato che continua ad essere avanti”, conclude la cantante, che con Viviani condivide lo stesso quartiere di origine, il Caporivo.
 
Teatro Pasolini di Salerno
Sabato 12, ore 20.00, e domenica 13 aprile, ore 18.00
 
Ente Teatro Cronaca
presenta
Bek Steig
spettacolo musicale delle ‘Ebbanesis (Viviana & Serena)
scritto e diretto da Viviana Cangiano e Serena Pisa
 
 
direttore di scena Angela Grimaldi
arredamento scenico e costumi Giuseppe Barbato
 
Dopo Serenvivity e Transleit arriva Bek Steig, il nuovo spettacolo musicale del duo ‘Ebbanesis, che mostra le due artiste in un camerino, in quel tempo fatto di preparazione, intimità, goliardìa, confidenze, incomprensioni, chiarimenti, idee, concentrazione, che di fatto precedono il concerto in pubblico. 
Uno spettacolo che era chiuso nel cassetto da oltre sette anni che ci mostrerà più che mai interpreti di noi stesse con tutte le caratteristiche e sfumature che ci rappresentano. 
Ci è sempre piaciuta l’idea di raccontare al pubblico le sensazioni che si provano quando poi bisogna fare i conti con il palcoscenico, qualunque fosse lo stato d’animo di quel momento della nostra vita. 
Ci piaceva raccontare alla nostra maniera di teatro-canzone le dinamiche della vita quotidiana di una cameretta con quella artistica del camerino di un teatro. 
Inoltre sentiamo l’esigenza di staccarci dalla postazione fissa che ha caratterizzato i nostri precedenti spettacoli, per creare oltre al dinamismo sulla scena, un inedito contatto ancor più diretto con gli spettatori. 
Non mancheranno le traduzioni, ancora motore del nostro progetto, ma ci saranno anche delle novità discografiche con l’inserimento di inediti, che, mescolati alle immancabili della tradizione napoletana, fanno di Bek Steig un vero e proprio festival delle acrobazie vocali, musicali e recitative.
Viviana Cangiano e Serena Pisa
ULTIMISSIME CULTURA & GOSSIP
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
INFO - Agenda settimanale degli spettacoli dal 7 al 13 aprile 2025 in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano

di Napoli Magazine

04/04/2025 - 18:43

Cinema Teatro Modernissimo di Telese
Martedì 8 aprile, ore 20.45
 
Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
Da mercoledì 9 a venerdì 11 aprile, ore 20.45
 
Arealive
presenta
 
Peppe Servillo & Solis String Quartet in
 
Carosonamente
 
con
Peppe Servillo (voce), Vincenzo Di Donna (violino), 
Luigi De Maio (violino), Gerardo Morrone (viola),
Antonio Di Francia (cello, chitarra e arrangiamenti)
 
A distanza di cinque anni dall’uscita di “Presentimento” album con il quale, insieme al precedente “Spassiunatamente”, hanno affrontato con dovuto rispetto capolavori della canzone classica napoletana, ecco in arrivo per Peppe Servillo & Solis String Quartet un nuovo album, questa volta dedicato ad un solo autore: Renato Carosone!
“Si puo` prendere a prestito l’aria lieve e scanzonata di un autore profondo e romantico come Renato Carosone? E` utile forse e necessario ora piu` che mai, non per incoscienza ma per amore di quella vita colorata, ironica, spassiunata che nel dopoguerra lui seppe cantare ed interpretare. Oltre i titoli famosi proporremo brani meno noti che ci raccontano un Carosone “altro” sempre vitale anche nella narrazione d’amore. Come al solito nella versione sobria ed elegante dei Solis speriamo di far apprezzare in controluce la voce di un singolare autore italiano.”
Peppe Servillo
 
Teatro Nuovo di Napoli
Martedì 8 aprile, ore 19.00
 
nell’ambito della rassegna “Napoli Fermata Mistero”
Il crime a teatro, a cura di Ciro Sabatino
 
Angela Celentano
Era il 10 agosto 1996 quando la piccola Angela scomparve nel nulla durante una gita con la famiglia sul Monte Faito. Aveva tre anni.
Rapita? Uccisa? Caduta nella boscaglia e mai ritrovata? Tutte domande che ancora cercano una risposta.
 
Teatro Ricciardi di Capua
Martedì 8 aprile, ore 20.30
 
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
Giovedì 10 aprile, ore 21.00
 
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
Da venerdì 11 a domenica 13 aprile
 (venerdì ore 20.45, sabato ore 19.00, domenica ore 18.00)
 
Cardellino srl
in coproduzione con 
Spoleto Festival dei Due Mondi, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
presentano
 
Ciarlatani
testo e regia Pablo Remón
traduzione italiana Davide Carnevali
da Los Farsantes
 
 
con Silvio Orlando 
e (in o.a.) 
Francesca Botti, Francesco Brandi, Nina Pons
 
scene Roberto Crea
luci Luigi Biondi
costumi Ornella e Marina Campanale
aiuto regia Raquel Alarcón
 
Ciarlatani racconta la storia di due personaggi legati al mondo del cinema e del teatro. Anna Velasco è un’attrice la cui carriera è in fase di stallo. Dopo aver recitato in piccole produzioni di opere classiche, ora lavora come insegnante di pilates e nei fine settimana fa teatro per bambini. 
Tra soap opera televisive e spettacoli alternativi, Anna è alla ricerca del grande personaggio che la farà finalmente trionfare. Diego Fontana è un regista di successo di film commerciali che si sta imbarcando in una grande produzione: una serie da girare in tutto il mondo, con star internazionali. 
Un incidente lo porterà ad affrontare una crisi personale e a ripensare la sua carriera. Questi due personaggi sono collegati dalla figura del padre di Anna, Eusebio Velasco, regista di culto degli anni ’80, scomparso e isolato dal mondo.
Ciarlatani sono anche diverse opere in una: ognuno di questi racconti ha uno stile, un tono e una forma particolari. Il racconto di Anna ha uno stile eminentemente cinematografico, con un narratore che ci guida, e in cui sogno e realtà si confondono. 
La storia di Diego è un’opera teatrale più classica, rappresentata in spazi più realistici. E infine c’è, a mo’ di pausa o parentesi, un’autofiction in cui l’autore dell’opera a cui stiamo assistendo si difende dalle accuse di plagio.
Queste storie sono raccontate in parallelo, si alimentano a vicenda, sono specchi degli stessi temi. L’insieme è costruito con capitoli in parte indipendenti, che formano una struttura più vicina al romanzo che al teatro. 
L’intenzione è che “Ciarlatani” sia una narrazione eminentemente teatrale, ma con un’aspirazione romanzesca e cinematografica.
Ciarlatani infine è una commedia in cui solo quattro attori viaggiano attraverso decine di personaggi, spazi e tempi. Una satira sul mondo del teatro e dell’audiovisivo, ma anche una riflessione sul successo, sul fallimento e sui ruoli che ricopriamo, dentro e fuori la finzione.
Pablo Remón
 
Teatro Magic Vision di Casalnuovo
Mercoledì 9 aprile, ore 20.45
 
Teatro Italia di Acerra
Giovedì 10 aprile, ore 20.45
 
Teatro Umberto di Nola
Venerdì 11 aprile, ore 20.45
 
Teatro Partenio di Avellino
Sabato 12, ore 20.45, e domenica 13 aprile, ore 18.00
 
Best Live
presenta
 
Giovanni Esposito, Nunzia Schiano 
in
 
Benvenuti in casa Esposito
Liberamente tratto da Benvenuti in casa Esposito di Pino Imperatore
uno spettacolo di Paolo Caiazzo, Pino Imperatore, Alessandro Siani
 
con 
Susy Del Giudice, Salvatore Misticone, 
Gennaro Silvestro, Carmen Pommella, Aurora Benitozzi
 
musiche Andrea Sannino
direzione musicale e arrangiamenti Mauro Spenillo 
scene Roberto Crea
costumi Lisa Casillo
 
regia Alessando Siani
 
Nessuno ha imposto a Tonino Esposito di fare il delinquente. Eppure lui vuole farlo a tutti i costi, anche se è sfigato e imbranato. Perché vuole mostrarsi forte agli occhi di tutti. E perché è ossessionato dal ricordo del padre Gennaro, che prima di essere ucciso è stato un boss potente e riverito nel rione Sanità, a Napoli.
Così Tonino, tra incubi e imbranataggini, resta coinvolto in una serie di tragicomiche disavventure che lo portano a scontrarsi con i familiari, con le spietate leggi della criminalità e con il capoclan Pietro De Luca detto ’o Tarramoto, che ha preso il posto del padre. 
E quando non ce la fa più, quando tutto e tutti si accaniscono contro di lui, va nell’antico Cimitero delle Fontanelle a conversare con un teschio che secondo la leggenda è appartenuto a un Capitano spagnolo.
Nel tentativo di riportarlo sulla strada dell’onestà, la capuzzella del Capitano si trasforma in un fantasma e si trasferisce a casa di Tonino. Dalla comica “collaborazione” tra i due nascono episodi esilaranti, che trovano il loro culmine nel periodo in cui Tonino, dopo aver messo nei guai ’o Tarramoto, viene messo agli arresti domiciliari dal capoclan e cade in depressione. 
Intorno a Tonino, al Capitano e a De Luca si muovono altri personaggi memorabili: Patrizia, moglie di Tonino, donna procace e autoritaria; Gaetano e Assunta, genitori di Patrizia, che si strapazzano di continuo; Manuela, vedova del boss Gennaro, donna dai nobili sentimenti; Tina, giovane figlia di Tonino e Patrizia, che combatte la condotta illegale del padre.
In casa Esposito non manca una presenza animalesca: Sansone, un’iguana del genere meditans, che fa da contrappunto a tutti i divertenti momenti della commedia. 
La commedia è un insieme di dialoghi irresistibili, colpi di scena e messaggi di grande valore etico, riporta gli aspetti più cafoni e ridicoli della criminalità, rispolvera la grande tradizione comica napoletana e fa ridere e riflettere.
Un modo nuovo di raccontare e denunciare la malavita, perfettamente in linea con i contenuti del romanzo bestseller “Benvenuti in casa Esposito”, che è stato un vero e proprio caso letterario. 
Un libro che ha scalato le classifiche grazie al passaparola e all’entusiasmo di migliaia lettori in tutta Italia e che è stato adottato da scuole, istituzioni pubbliche, associazioni antimafia, comitati civici, gruppi che si battono per la Legalità.
 
Teatro Gloria di Pomigliano d’Arco
Giovedì 10 aprile, ore 20.45
 
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
Da venerdì 11 a domenica 13 aprile 
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
 
Ente Teatro Cronaca, Sgat Napoli/Teatro Augusteo
presentano
’Na Santarella
di Eduardo Scarpetta
adattamento e regia Claudio Di Palma
 
con Massimo De Matteo
e con 
Chiara Baffi, Marika De Chiara, Angela De Matteo, Carlo Di Maro, Luciano Giugliano, Valentina Martiniello, Peppe Miale, Sabrina Nastri, Domenico Palmiero, Federico Siano
 
scene Luigi Ferrigno
costumi Annamaria Morelli
musiche Paolo Coletta
aiuto regia Manuel Di Martino
 
Due pronunciamenti testuali così contrastanti sulle virtù e i vizi di un’unica persona ci dicono, fra le altre cose, che Scarpetta ha inteso eleggere questa sua Santarella a simbolo di un emblematico dualismo comportamentale. 
Una donna dalla doppia personalità, insomma: timida e timorata di Dio, ma anche, intimamente, estrosa, ribelle e volitiva. Ma le pulsioni latenti di questa femmena, che è “angelo e diavula”, per Scarpetta sono anche l’occasione per svelare bipolarismi caratteriali assai più diffusi.
In questo senso, emblema e cardine di infingimenti e contraddizioni varie, è, naturalmente e soprattutto, il Felice “di turno”, per l’occasione in abiti di musicista compositore. Intorno ai due, l’autore costruisce una rete di umanissimi, ancorché anomali, figuri tutti alle prese con dissonanze interiori mal risolte, con vizi, ipocrisie ed ambizioni nascoste a malapena. Tutti con indosso vesti di convenienza che mistificano le identità e tutti, allo stesso tempo, capaci di trovare soluzioni alle proprie nevrosi negli stessi equivoci prodotti. 
Per questo non nasce dramma. Mai. Neppure di fronte a spiazzanti fratture psichiche. No, nessun dramma. 
Il teatro di Scarpetta, implicitamente sensibile agli sdoppiamenti che il Novecento insinuerà anche negli uomini semplici, si occupa piuttosto proprio del ribaltamento categorico del dramma, ossia, la comicità. In questo senso la costruzione è perfetta e, nella nostra lettura, trova collocazione più opportuna proprio nel teatro. 
Il teatro inteso come spazio dell’azione in cui i desideri, le vanità o certe perniciosità umorali, possono immaginare plausibili e creative realizzazioni o terapeutiche risolutive elaborazioni.
Nella nostra scena, dunque, c’è solo il teatro, che sia quello da parrocchia o quello più ufficiale addirittura d’opera. Il teatro, solo: nudo e solenne. Un teatro che, anche fra le quinte, riservi sorprese esilaranti, sappia nascondere o rivelare trucchi ed ambiguità, possa concedere epiloghi inattesi. 
Un teatro, inoltre, che ripari le ipocrisie e i disturbi dissociativi dei suoi protagonisti nell’irresistibile e cinica drammaturgia che Scarpetta tipizza con impareggiabile e consapevole ironia.
Claudio Di Palma
 
Teatro Nuovo di Napoli
Da giovedì 10 a domenica 13 aprile
(giovedì ore 21.00, venerdì e domenica ore 18.30, sabato ore 19.00)
 
Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Sipario Toscana Onlus La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale, Permàr
in collaborazione con
Comune di Grosseto, Teatro Cristallo Olinda residenza artistica, 
La Baracca – Medicinateatro, Duel
presentano
 
Dei figli
uno spettacolo di Mario Perrotta
consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati
 
con
Dalila Cozzolino, Giampiero De Concilio, Matteo Ippolito, Mario Perrotta
 
in video
Arturo Cirillo, Alessandro Mor, Marta Pizzigallo, Paola Roscioli, Maria Grazia Solano
 
in audio
Saverio La Ruina, Marica Nicolai, Paola Roscioli, Maria Grazia Solano
 
aiuto regia Marica Nicolai, costumi Sabrina Beretta 
luci e scene Mario Perrotta, video Diane, Ilaria Scarpa | Luca Telleschi
mashup Vanni Crociani, Mario Perrotta, scene Fabrizio Magara
sarta Maria Isabel Anaya, foto Luigi Burroni
 
Dei figli conclude la trilogia In nome del padre, della madre, dei figli, provando a ragionare su quella strana generazione allargata di “giovani” tra i 18 e i 45 anni che non ha intenzione di dimettersi dal ruolo di figlio. Non tutti, per fortuna, e non in ogni parte del mondo. Ma in Italia sì, e sono tanti.
 
“Una casa che è limbo, che è purgatorio, per chiunque vi passi ad abitare. Vite in transito che sostano il tempo necessario – un giorno o anche una vita – pagano un affitto irrisorio e in nero e questo li lascia liberi di scegliere quanto stare, quando andare. Solo uno sosta lì da sempre: Gaetano, il titolare dell’affitto. Al momento, le vite in casa sono quattro. Vediamo tutti gli ambienti come se i muri fossero trasparenti. La casa è fluida, come le vite che vi abitano. Le uniche certezze sono quattro monitor di design, bianchi, come enormi smartphone. Su ognuno di essi stanziano, incombenti, le famiglie di origine degli abitanti: genitori, sorelle, cugini… 13 personaggi per un intreccio amaramente comico, un avvitamento senza fine di esistenze a rischio, imbrigliate come sono nel riflettere su se stesse”.
Mario Perrotta
 
 
“Una delle grandi mutazioni antropologiche del nostro tempo riguarda la cronicizzazione dell’adolescenza. Se prima la giovinezza era legata alla pubertà e si concludeva con la fine dell’adolescenza, oggi l’adolescenza non è più il riflesso psicologico della “tempesta” psicosessuale della pubertà bensì una condizione di vita perpetua che tende a cronicizzarsi. Quando questo accade in primo piano è la difficoltà del figlio di accettare la separazione dai genitori per riconoscersi e viversi come adulto. L’adolescenza perpetua impedisce infatti al figlio di divenire uomo assumendo le conseguenze dei propri atti anziché colpevolizzare il mondo degli adulti identificandosi nel ruolo della vittima tanto innocente quanto inconsolabile. Il nuovo spettacolo di Mario Perrotta indaga queste e altre sfumature dell’esser figlio sine die, senza però dimenticare la forza, lo splendore e l’audacia straordinaria della giovinezza”.
Massimo Recalcati
 
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
Venerdì 11 aprile, ore 21.00
Fiorenza Calogero
in
 
Vico Vivian
 
regia Gennaro Monti
 
musiche originali Raffaele Viviani
 
Fiorenza Calogero presenta il suo nuovo concerto con una rilettura dei classici di Raffaele Viviani e di tanti altri brani che contraddistinguono, ancora oggi, lo stile versatile e contemporaneo del grande commediografo di origini stabiesi.
“Un vico messo in scena come viaggio – dice Fiorenza a proposito dello spettacolo – un vico che è punto di arrivo e di partenza, di deriva e di approdo verso un nuovo mondo: il mondo di Raffaele Viviani”. 
Così è concepito tutto il concept musicale, dagli arrangiamenti alle collaborazioni, dal “modo di cantare” alle atmosfere. E così che si traduce sul palcoscenico. 
“Un vico che viaggia in un’interminabile strada fatta di mistero e poesia, terra e mare, luce e buio, pulsione e razionalità. Un autore del passato che continua ad essere avanti”, conclude la cantante, che con Viviani condivide lo stesso quartiere di origine, il Caporivo.
 
Teatro Pasolini di Salerno
Sabato 12, ore 20.00, e domenica 13 aprile, ore 18.00
 
Ente Teatro Cronaca
presenta
Bek Steig
spettacolo musicale delle ‘Ebbanesis (Viviana & Serena)
scritto e diretto da Viviana Cangiano e Serena Pisa
 
 
direttore di scena Angela Grimaldi
arredamento scenico e costumi Giuseppe Barbato
 
Dopo Serenvivity e Transleit arriva Bek Steig, il nuovo spettacolo musicale del duo ‘Ebbanesis, che mostra le due artiste in un camerino, in quel tempo fatto di preparazione, intimità, goliardìa, confidenze, incomprensioni, chiarimenti, idee, concentrazione, che di fatto precedono il concerto in pubblico. 
Uno spettacolo che era chiuso nel cassetto da oltre sette anni che ci mostrerà più che mai interpreti di noi stesse con tutte le caratteristiche e sfumature che ci rappresentano. 
Ci è sempre piaciuta l’idea di raccontare al pubblico le sensazioni che si provano quando poi bisogna fare i conti con il palcoscenico, qualunque fosse lo stato d’animo di quel momento della nostra vita. 
Ci piaceva raccontare alla nostra maniera di teatro-canzone le dinamiche della vita quotidiana di una cameretta con quella artistica del camerino di un teatro. 
Inoltre sentiamo l’esigenza di staccarci dalla postazione fissa che ha caratterizzato i nostri precedenti spettacoli, per creare oltre al dinamismo sulla scena, un inedito contatto ancor più diretto con gli spettatori. 
Non mancheranno le traduzioni, ancora motore del nostro progetto, ma ci saranno anche delle novità discografiche con l’inserimento di inediti, che, mescolati alle immancabili della tradizione napoletana, fanno di Bek Steig un vero e proprio festival delle acrobazie vocali, musicali e recitative.
Viviana Cangiano e Serena Pisa