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MOSTRA - "Una tradición de lo moderno" di Mancino, Milo e Perrottelli alla galleria FrameArsArtes
03.05.2026 08:16 di Napoli Magazine
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Una tradición de lo moderno Mancino Milo Perrottelli a cura di Paola Pozzi e Brunello Nardone Inaugurazione mercoledi` 6 maggio 2026, ore 18.30 Frame Art Artes - corso Vittorio Emanuele, 525 - Napoli
 
“Una tradicion’ de lo moderno” mostra a cura di Paola Pozzi e Brunetto Nardone, testo critico di Antonello Tolve alla galleria FrameArsArtes, in corso Vittorio Emanuele 525 Napoli. Vernissage mercoledi` 6 maggio, fino al 28 maggio 2026.
 
La mostra permette di vedere l’opera riunita dei tre maggiori esponenti italiani del movimento MAdi: Enea Mancino, Renato Milo, Antonio Perrottelli. Fondato originariamente a Buenos Aires alla meta` degli anni Quaranta del Novecento da Carmelo Arden Quin, con un gruppo di amici, il MADI´ (acronimo di Movimiento Abstraccion Dimension Invencion o di MAterialismo Diale´ctico) rompe gli schemi della pittura tradizionale, rifiutando la "finestra" del quadro classico a favore della poligonalita`. Il Movimento o si propone di oltrepassare il recinto chiuso del quadrato o del rettangolo per trasgredire i limiti del telaio, conquistare lo spazio e estendere le forme al di la` della cornice.
 
MAdi nasce in Italia nel 1984 su sollecitazione Arden Quin, portando una ventata di rigore geometrico e liberta` compositiva, trovando la figura centrale in Salvatore Presta fondatore a Genova del MAdi Italia. L’elemento distintivo consiste nella totale rivendicazione della autonomia dell’arte che deve essere libera dalla rappresentazione e non soggiacere ai limiti della cornice, ma essere
 
irregolare e dinamica al punto che molte opere, contraddistinte dall’uso di colori piatti, sono mobili e lo spettatore le puo` toccare e spostare.
Il manifesto del Madi` descrive l’oggetto artistico come invenzione significativa per la sua sola esistenza senza rimandi alla realta` o al simbolo, ma presente nello spazio e nel tempo come atto trascendente e meraviglioso.
 
Attraverso mostre storiche e una fitta rete di artisti, il MAdi italiano ha trasformato il rigore matematico in un gioco visivo ludico e vibrante, influenzando profondamente l'astrattismo geometrico contemporaneo e mantenendo viva l'eredita` delle avanguardie storiche con una freschezza sorprendente.
 
Antonio Perrottelli (Napoli, 1946) Ha esposto in Italia e all’estero e le sue opere sono in numerosi musei e raccolte private. Le sue elaborazioni vivono della ripetizione e differenza, di forme poligonali irregolari evidenziate da diversi cromatismi – il verde e il bianco, il rosso. Il suo approccio e` fondato su una meticolosa analisi dell’alternanza tra pieni e vuoti, concavita` e convessita` in una rigorosa dinamica costruttiva strutturata dai ritmi spaziali di un nuovo campo di forze.
 
Enea Mancino, attivo a Napoli si e` dedicato alle sperimentazioni tecnico scientifiche sia alla Federico II, sia con l’insegnamento dell’Industrial Design. Ha esposto in Italia e all’estero attraverso le sue ricerche sul disegno industriale e sviluppa una modalita` artistica rigorosamente legata alla precisione matematica che diventa elemento delle sue composizioni, dove colori piatti e forma geometriche spesso poste in precario equilibrio, danno vita a creazioni di razionale eleganza.
 
Renato Milo (Napoli, 1958) Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, inserendosi da subito nel panorama artistico internazionale partecipando a molte mostre in Italia e all’estero, in particolare negli Stati Uniti. Le opere di Milo sono realizzate con e materiali moderni come il plexiglass da cui, con l’uso di piani sottilmente scomposti, trae effetti di luce vibranti, l’oggetto artistico espanso dialoga cosi` con lo spazio circostante.
 
Una tradicio´n de lo moderno Mancino Milo Perrottelli
 
6- 28 maggio 2026 presso FrameArsArtes di Napoli, corso Vittorio Emanuele 525
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MOSTRA - "Una tradición de lo moderno" di Mancino, Milo e Perrottelli alla galleria FrameArsArtes

di Napoli Magazine

03/05/2026 - 08:16

Una tradición de lo moderno Mancino Milo Perrottelli a cura di Paola Pozzi e Brunello Nardone Inaugurazione mercoledi` 6 maggio 2026, ore 18.30 Frame Art Artes - corso Vittorio Emanuele, 525 - Napoli
 
“Una tradicion’ de lo moderno” mostra a cura di Paola Pozzi e Brunetto Nardone, testo critico di Antonello Tolve alla galleria FrameArsArtes, in corso Vittorio Emanuele 525 Napoli. Vernissage mercoledi` 6 maggio, fino al 28 maggio 2026.
 
La mostra permette di vedere l’opera riunita dei tre maggiori esponenti italiani del movimento MAdi: Enea Mancino, Renato Milo, Antonio Perrottelli. Fondato originariamente a Buenos Aires alla meta` degli anni Quaranta del Novecento da Carmelo Arden Quin, con un gruppo di amici, il MADI´ (acronimo di Movimiento Abstraccion Dimension Invencion o di MAterialismo Diale´ctico) rompe gli schemi della pittura tradizionale, rifiutando la "finestra" del quadro classico a favore della poligonalita`. Il Movimento o si propone di oltrepassare il recinto chiuso del quadrato o del rettangolo per trasgredire i limiti del telaio, conquistare lo spazio e estendere le forme al di la` della cornice.
 
MAdi nasce in Italia nel 1984 su sollecitazione Arden Quin, portando una ventata di rigore geometrico e liberta` compositiva, trovando la figura centrale in Salvatore Presta fondatore a Genova del MAdi Italia. L’elemento distintivo consiste nella totale rivendicazione della autonomia dell’arte che deve essere libera dalla rappresentazione e non soggiacere ai limiti della cornice, ma essere
 
irregolare e dinamica al punto che molte opere, contraddistinte dall’uso di colori piatti, sono mobili e lo spettatore le puo` toccare e spostare.
Il manifesto del Madi` descrive l’oggetto artistico come invenzione significativa per la sua sola esistenza senza rimandi alla realta` o al simbolo, ma presente nello spazio e nel tempo come atto trascendente e meraviglioso.
 
Attraverso mostre storiche e una fitta rete di artisti, il MAdi italiano ha trasformato il rigore matematico in un gioco visivo ludico e vibrante, influenzando profondamente l'astrattismo geometrico contemporaneo e mantenendo viva l'eredita` delle avanguardie storiche con una freschezza sorprendente.
 
Antonio Perrottelli (Napoli, 1946) Ha esposto in Italia e all’estero e le sue opere sono in numerosi musei e raccolte private. Le sue elaborazioni vivono della ripetizione e differenza, di forme poligonali irregolari evidenziate da diversi cromatismi – il verde e il bianco, il rosso. Il suo approccio e` fondato su una meticolosa analisi dell’alternanza tra pieni e vuoti, concavita` e convessita` in una rigorosa dinamica costruttiva strutturata dai ritmi spaziali di un nuovo campo di forze.
 
Enea Mancino, attivo a Napoli si e` dedicato alle sperimentazioni tecnico scientifiche sia alla Federico II, sia con l’insegnamento dell’Industrial Design. Ha esposto in Italia e all’estero attraverso le sue ricerche sul disegno industriale e sviluppa una modalita` artistica rigorosamente legata alla precisione matematica che diventa elemento delle sue composizioni, dove colori piatti e forma geometriche spesso poste in precario equilibrio, danno vita a creazioni di razionale eleganza.
 
Renato Milo (Napoli, 1958) Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, inserendosi da subito nel panorama artistico internazionale partecipando a molte mostre in Italia e all’estero, in particolare negli Stati Uniti. Le opere di Milo sono realizzate con e materiali moderni come il plexiglass da cui, con l’uso di piani sottilmente scomposti, trae effetti di luce vibranti, l’oggetto artistico espanso dialoga cosi` con lo spazio circostante.
 
Una tradicio´n de lo moderno Mancino Milo Perrottelli
 
6- 28 maggio 2026 presso FrameArsArtes di Napoli, corso Vittorio Emanuele 525