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ON AIR - Semplici: "Napoli in campo affamato e concentrato, Meret e Milinkovic-Savic? Giusto che l'allenatore abbia due alternative affidabili"
29.08.2025 11:14 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Leonardo Semplici, allenatore ex, fra le tante, di Spal e Sampdoria. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Mister, quando si gioca la prima partita di campionato e il mercato è ancora aperto, tante squadre non hanno ancora completato l’organico. Il Napoli, invece, ha fatto gran parte del lavoro in anticipo. Quanto può essere un vantaggio rispetto alle altre?

“Il Napoli si è mosso subito bene dall’inizio del mercato, prendendo giocatori di valore e rinforzando ulteriormente una rosa già molto valida. La cosa più importante è che Conte ha avuto subito a disposizione quasi tutta la squadra al completo, così da poter trasmettere i suoi principi e la mentalità che già lo scorso anno aveva imposto al Napoli. Per un allenatore il periodo estivo è fondamentale: puoi lavorare con più calma, senza l’assillo del risultato, e questo rende il percorso più solido. Sicuramente il Napoli ha tratto un grande vantaggio da questa programmazione".

Quanto è rischioso, dopo un anno straordinario, calare mentalmente mostrando un po' di "sazietà"?

“Il rischio c’è sempre, ma conoscendo Conte so che riuscirà a mantenere la giusta mentalità nel gruppo. Già la prima partita lo ha dimostrato: il Napoli è sceso in campo affamato, concentrato, addirittura all’ottantesimo i giocatori triplicavano la marcatura su un avversario del Sassuolo. È chiaro che durante l’anno potranno esserci momenti di difficoltà, soprattutto per i tanti impegni rispetto alla scorsa stagione, ma credo che la società e l’allenatore sapranno mantenere alta l’attenzione e la concentrazione per tutta la stagione”.

Lei viene considerato un po’ il padre calcistico di Alex Meret, ma ha avuto anche Milinkovic-Savic. Non crede che affiancare ad Alex di nuovo un altro portiere titolare, come accadde con Ospina, possa essere un errore dopo le ultime ottime stagioni?

“Ho allenato entrambi, è vero, ma anche altri portieri forti, e posso dire che Meret ha fatto un percorso eccellente a Napoli. È vero, in passato qualcuno ne ha messo in dubbio la continuità, ma lui ha risposto sul campo, conquistandosi il posto e vincendo da protagonista due scudetti. Nonostante questo, ho sempre avuto l’impressione che, a livello mediatico, non sia mai stato apprezzato al 100%, anche se gli allenatori lo hanno sempre fatto giocare e la società gli ha rinnovato più volte il contratto. Io credo sia oggi il miglior portiere italiano subito dopo Donnarumma. È chiaro che, con più impegni come quest’anno, la società abbia deciso di affiancargli un portiere di livello. Oggi il ruolo è cambiato: non si valuta solo la parata, ma anche il gioco con i piedi, le uscite, tante situazioni diverse. È giusto che l’allenatore abbia due alternative affidabili, scegliendo di volta in volta in base alle partite e allo stato di forma".

Il rinnovo di Meret è stato biennale, mentre a Milinkovic-Savic è stato fatto un contratto di cinque anni. Questo può significare che il futuro della porta del Napoli sarà affidato al serbo?

“È stato un investimento importante da parte della società, quindi è normale che abbia avuto un contratto lungo. Però, alla fine, decide sempre il campo. Vedremo nei prossimi mesi e nel prossimo anno chi riuscirà a imporsi. L’importante è che il Napoli sia in buone mani, perché sia Meret che Milinkovic-Savic sono due ottimi portieri.” Passiamo al Cagliari: il club ha scelto un allenatore giovane come Pisacane, che conosce bene l’ambiente, ma ha perso un attaccante importante come Piccoli. Come vede questa squadra? “Il Cagliari ha scelto una linea chiara: ha puntato su un allenatore che conosce l’ambiente da giocatore e da tecnico della Primavera, e lo ha affiancato con un direttore sportivo di grande esperienza. Questo dà forza e sicurezza. Nella prima partita con la Fiorentina si sono viste già cose interessanti. Sicuramente a fine mercato arriverà ancora qualche rinforzo per sostituire Piccoli, ma l’obiettivo resta la salvezza. Credo ci siano i requisiti per raggiungerla: conosco l’ambiente e il presidente, e so che ci sarà grande fiducia nelle scelte del mister. Domani, contro il Napoli, sarà una partita difficilissima, ma così sarà per tante altre: il campionato italiano non concede nulla. È chiaro che il Napoli oggi abbia valori molto superiori".

Se oggi si chiudesse il mercato con Elmas e Hojlund al Napoli, pensa che gli azzurri sarebbero ancora la squadra da battere?

“Il Napoli ha vinto lo Scudetto e si è rinforzato subito in maniera importante, quindi parte con un piccolo vantaggio. Credo che la rivale principale sia l’Inter, che ha fatto a sua volta un mercato valido andando ad intervenire miratamente su una rosa già molto forte. Poi vedremo cosa faranno la Juventus, la Roma e le altre big negli ultimi giorni. Ma ad oggi sì, secondo me il Napoli resta la squadra da battere". 

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di Napoli Magazine

29/08/2025 - 11:14

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Leonardo Semplici, allenatore ex, fra le tante, di Spal e Sampdoria. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Mister, quando si gioca la prima partita di campionato e il mercato è ancora aperto, tante squadre non hanno ancora completato l’organico. Il Napoli, invece, ha fatto gran parte del lavoro in anticipo. Quanto può essere un vantaggio rispetto alle altre?

“Il Napoli si è mosso subito bene dall’inizio del mercato, prendendo giocatori di valore e rinforzando ulteriormente una rosa già molto valida. La cosa più importante è che Conte ha avuto subito a disposizione quasi tutta la squadra al completo, così da poter trasmettere i suoi principi e la mentalità che già lo scorso anno aveva imposto al Napoli. Per un allenatore il periodo estivo è fondamentale: puoi lavorare con più calma, senza l’assillo del risultato, e questo rende il percorso più solido. Sicuramente il Napoli ha tratto un grande vantaggio da questa programmazione".

Quanto è rischioso, dopo un anno straordinario, calare mentalmente mostrando un po' di "sazietà"?

“Il rischio c’è sempre, ma conoscendo Conte so che riuscirà a mantenere la giusta mentalità nel gruppo. Già la prima partita lo ha dimostrato: il Napoli è sceso in campo affamato, concentrato, addirittura all’ottantesimo i giocatori triplicavano la marcatura su un avversario del Sassuolo. È chiaro che durante l’anno potranno esserci momenti di difficoltà, soprattutto per i tanti impegni rispetto alla scorsa stagione, ma credo che la società e l’allenatore sapranno mantenere alta l’attenzione e la concentrazione per tutta la stagione”.

Lei viene considerato un po’ il padre calcistico di Alex Meret, ma ha avuto anche Milinkovic-Savic. Non crede che affiancare ad Alex di nuovo un altro portiere titolare, come accadde con Ospina, possa essere un errore dopo le ultime ottime stagioni?

“Ho allenato entrambi, è vero, ma anche altri portieri forti, e posso dire che Meret ha fatto un percorso eccellente a Napoli. È vero, in passato qualcuno ne ha messo in dubbio la continuità, ma lui ha risposto sul campo, conquistandosi il posto e vincendo da protagonista due scudetti. Nonostante questo, ho sempre avuto l’impressione che, a livello mediatico, non sia mai stato apprezzato al 100%, anche se gli allenatori lo hanno sempre fatto giocare e la società gli ha rinnovato più volte il contratto. Io credo sia oggi il miglior portiere italiano subito dopo Donnarumma. È chiaro che, con più impegni come quest’anno, la società abbia deciso di affiancargli un portiere di livello. Oggi il ruolo è cambiato: non si valuta solo la parata, ma anche il gioco con i piedi, le uscite, tante situazioni diverse. È giusto che l’allenatore abbia due alternative affidabili, scegliendo di volta in volta in base alle partite e allo stato di forma".

Il rinnovo di Meret è stato biennale, mentre a Milinkovic-Savic è stato fatto un contratto di cinque anni. Questo può significare che il futuro della porta del Napoli sarà affidato al serbo?

“È stato un investimento importante da parte della società, quindi è normale che abbia avuto un contratto lungo. Però, alla fine, decide sempre il campo. Vedremo nei prossimi mesi e nel prossimo anno chi riuscirà a imporsi. L’importante è che il Napoli sia in buone mani, perché sia Meret che Milinkovic-Savic sono due ottimi portieri.” Passiamo al Cagliari: il club ha scelto un allenatore giovane come Pisacane, che conosce bene l’ambiente, ma ha perso un attaccante importante come Piccoli. Come vede questa squadra? “Il Cagliari ha scelto una linea chiara: ha puntato su un allenatore che conosce l’ambiente da giocatore e da tecnico della Primavera, e lo ha affiancato con un direttore sportivo di grande esperienza. Questo dà forza e sicurezza. Nella prima partita con la Fiorentina si sono viste già cose interessanti. Sicuramente a fine mercato arriverà ancora qualche rinforzo per sostituire Piccoli, ma l’obiettivo resta la salvezza. Credo ci siano i requisiti per raggiungerla: conosco l’ambiente e il presidente, e so che ci sarà grande fiducia nelle scelte del mister. Domani, contro il Napoli, sarà una partita difficilissima, ma così sarà per tante altre: il campionato italiano non concede nulla. È chiaro che il Napoli oggi abbia valori molto superiori".

Se oggi si chiudesse il mercato con Elmas e Hojlund al Napoli, pensa che gli azzurri sarebbero ancora la squadra da battere?

“Il Napoli ha vinto lo Scudetto e si è rinforzato subito in maniera importante, quindi parte con un piccolo vantaggio. Credo che la rivale principale sia l’Inter, che ha fatto a sua volta un mercato valido andando ad intervenire miratamente su una rosa già molto forte. Poi vedremo cosa faranno la Juventus, la Roma e le altre big negli ultimi giorni. Ma ad oggi sì, secondo me il Napoli resta la squadra da battere".