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FOCUS NM - Anche il Napoli ha il suo magico "Signor Wolf", De Bruyne risolve i problemi degli azzurri
26.03.2026 11:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - "Sono il Signor Wolf, risolvo problemi", diceva il celebre personaggio di Pulp Fiction, uno dei maggiori successi di Quentin Tarantino, nonché film vincitore dell'Oscar nel 1994. Soltanto tre anni prima a Drongen, un piccolo paesino del Belgio, nasceva però il "Signor Wolf" del Napoli attuale, ovvero Kevin De Bruyne

In tanti a inizio stagione si interrogavano sul suo stato di forma, sulla sua compatibilità con McTominay e gli altri centrocampisti azzurri e sulle sue reali motivazioni dopo il passaggio dal Manchester City al Napoli. Altri ancora, invece, dopo il suo brutto infortunio contro l'Inter quasi gioirono, affermando in maniera convinta che da quel momento in poi il gioco della squadra di Conte sarebbe addirittura migliorato senza la sua presenza, la quale causava un evidente equivoco tattico. Quante parole al vento, quanta fretta nell'emettere sentenze precoci e ingiuste.

L'assenza del numero 11, al contrario, ha inciso negativamente sulla stagione del Napoli, compromessa dagli infortuni e dagli errori arbitrali. La prova è arrivata nelle ultime tre uscite: uno spezzone contro il Torino, un tempo contro il Lecce e l'intera sfida di Cagliari. Non sono arrivati gol o assist diretti, ma la sola presenza in campo di De Bruyne ha migliorato nell'ordine: il gioco dal basso, i movimenti dei compagni (i quali con il belga e McTominay al loro fianco si sentono ora più sereni e fiduciosi) e la pericolosità degli azzurri sui calci piazzati. Infine ha permesso a Conte non solo di gestire meglio le rotazioni tra centrocampo e attacco, ma anche di sperimentare nuove mosse tattiche che nel rush finale potrebbero risultare decisive.

Ebbene sì, De Bruyne in questo stato di forma (per nulla scontato dopo un'operazione ed uno stop così lungo) è davvero il "Signor Wolf", colui che risolve i problemi del Napoli con la sua immensa qualità e la sua straordinaria intelligenza calcistica. Vede spazi che gli altri nemmeno immaginano, sceglie sempre la giocata più utile e mai quella più scontata, sgrida e incita i compagni all'occorrenza, dialoga con i più giovani affinché possano crescere e intuire soltanto con un movimento o uno sguardo le sue intenzioni (quante imbucate per Hojlund ci siamo persi nel corso di questi mesi). In buona sostanza è tutto ciò che alla squadra è mancato in diverse partite di questa balorda annata, il fuoriclasse preso in estate per fare il famoso salto di qualità che solo per sfortuna non è stato compiuto del tutto.

Altro aspetto da non sottovalutare è poi la motivazione con la quale De Bruyne sta scendendo in campo. I Mondiali sono alle porte e quella di quest'anno sarà probabilmente l'ultima edizione alla quale l'ex City potrà prendere parte vista la carta d'identità. Il nostro caro "Signor Wolf" ha quindi tutta l'intenzione di mettersi in mostra e di ritrovare il miglior stato di forma possibile per concludere al meglio la stagione con il Napoli e per trascinare un'ultima volta il suo Belgio nel continente americano. Una garanzia per Conte, i compagni e tutti i tifosi azzurri che potranno godere delle sue giocate almeno per altre otto partite, nella speranza che anche il prossimo anno continui a vestire la maglia azzurra, magari con maggiore continuità.

La rimonta scudetto del Napoli appare oggettivamente assai complessa, già passare in sole 4 giornate dal -14 al -7 dall'Inter capolista è apparso ai più come un piccolo miracolo sportivo. Ma se una piccola e flebile speranza ancora esiste, nonostante tutto ciò che è avvenuto, è anche grazie al recupero di giocatori come De Bruyne, McTominay, Anguissa, Lobotka e Gilmour, un intero centrocampo (il più forte d'Italia) perseguitato dagli infortuni e dalla sfortuna. Certo, a fine stagione andranno comprese e valutate le reali motivazioni di tutti questi intoppi fisici, ma i rimpianti restano comunque tanti. Chissà dove sarebbe arrivato questo Napoli con a disposizione il "Signor Wolf" e i suoi validi assistenti. Speriamo di poterlo comprendere in questo scorcio finale di stagione e anche nel corso della prossima fondamentale annata, quella del centenario del club azzurro.

Simone Santacroce 

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte www.napolimagazine.com

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FOCUS NM - Anche il Napoli ha il suo magico "Signor Wolf", De Bruyne risolve i problemi degli azzurri

di Napoli Magazine

26/03/2026 - 11:00

NAPOLI - "Sono il Signor Wolf, risolvo problemi", diceva il celebre personaggio di Pulp Fiction, uno dei maggiori successi di Quentin Tarantino, nonché film vincitore dell'Oscar nel 1994. Soltanto tre anni prima a Drongen, un piccolo paesino del Belgio, nasceva però il "Signor Wolf" del Napoli attuale, ovvero Kevin De Bruyne

In tanti a inizio stagione si interrogavano sul suo stato di forma, sulla sua compatibilità con McTominay e gli altri centrocampisti azzurri e sulle sue reali motivazioni dopo il passaggio dal Manchester City al Napoli. Altri ancora, invece, dopo il suo brutto infortunio contro l'Inter quasi gioirono, affermando in maniera convinta che da quel momento in poi il gioco della squadra di Conte sarebbe addirittura migliorato senza la sua presenza, la quale causava un evidente equivoco tattico. Quante parole al vento, quanta fretta nell'emettere sentenze precoci e ingiuste.

L'assenza del numero 11, al contrario, ha inciso negativamente sulla stagione del Napoli, compromessa dagli infortuni e dagli errori arbitrali. La prova è arrivata nelle ultime tre uscite: uno spezzone contro il Torino, un tempo contro il Lecce e l'intera sfida di Cagliari. Non sono arrivati gol o assist diretti, ma la sola presenza in campo di De Bruyne ha migliorato nell'ordine: il gioco dal basso, i movimenti dei compagni (i quali con il belga e McTominay al loro fianco si sentono ora più sereni e fiduciosi) e la pericolosità degli azzurri sui calci piazzati. Infine ha permesso a Conte non solo di gestire meglio le rotazioni tra centrocampo e attacco, ma anche di sperimentare nuove mosse tattiche che nel rush finale potrebbero risultare decisive.

Ebbene sì, De Bruyne in questo stato di forma (per nulla scontato dopo un'operazione ed uno stop così lungo) è davvero il "Signor Wolf", colui che risolve i problemi del Napoli con la sua immensa qualità e la sua straordinaria intelligenza calcistica. Vede spazi che gli altri nemmeno immaginano, sceglie sempre la giocata più utile e mai quella più scontata, sgrida e incita i compagni all'occorrenza, dialoga con i più giovani affinché possano crescere e intuire soltanto con un movimento o uno sguardo le sue intenzioni (quante imbucate per Hojlund ci siamo persi nel corso di questi mesi). In buona sostanza è tutto ciò che alla squadra è mancato in diverse partite di questa balorda annata, il fuoriclasse preso in estate per fare il famoso salto di qualità che solo per sfortuna non è stato compiuto del tutto.

Altro aspetto da non sottovalutare è poi la motivazione con la quale De Bruyne sta scendendo in campo. I Mondiali sono alle porte e quella di quest'anno sarà probabilmente l'ultima edizione alla quale l'ex City potrà prendere parte vista la carta d'identità. Il nostro caro "Signor Wolf" ha quindi tutta l'intenzione di mettersi in mostra e di ritrovare il miglior stato di forma possibile per concludere al meglio la stagione con il Napoli e per trascinare un'ultima volta il suo Belgio nel continente americano. Una garanzia per Conte, i compagni e tutti i tifosi azzurri che potranno godere delle sue giocate almeno per altre otto partite, nella speranza che anche il prossimo anno continui a vestire la maglia azzurra, magari con maggiore continuità.

La rimonta scudetto del Napoli appare oggettivamente assai complessa, già passare in sole 4 giornate dal -14 al -7 dall'Inter capolista è apparso ai più come un piccolo miracolo sportivo. Ma se una piccola e flebile speranza ancora esiste, nonostante tutto ciò che è avvenuto, è anche grazie al recupero di giocatori come De Bruyne, McTominay, Anguissa, Lobotka e Gilmour, un intero centrocampo (il più forte d'Italia) perseguitato dagli infortuni e dalla sfortuna. Certo, a fine stagione andranno comprese e valutate le reali motivazioni di tutti questi intoppi fisici, ma i rimpianti restano comunque tanti. Chissà dove sarebbe arrivato questo Napoli con a disposizione il "Signor Wolf" e i suoi validi assistenti. Speriamo di poterlo comprendere in questo scorcio finale di stagione e anche nel corso della prossima fondamentale annata, quella del centenario del club azzurro.

Simone Santacroce 

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