«Con “Il sogno di Bisanzio” ho voluto dare forma a una ricerca che unisce memoria e presente, spiritualità e inquietudine contemporanea. La risposta così partecipe del pubblico a Napoli conferma che questo dialogo è vivo e necessario», ha spiegato Carla Castaldo, autrice del volume e dell’omonimo ciclo pittorico, aprendo la l’evento napoletano dedicato al suo libro.
La presentazione di “Il sogno di Bisanzio”, pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori, si è svolta negli spazi dello storico Palazzo Nunziante di via Morelli, riscuotendo un significativo successo di pubblico e di contenuti. L’incontro, ospitato e promosso dalla sede napoletana di Banca Fideuram, ha rappresentato un momento di confronto tra arte, critica e narrazione, confermando il valore del progetto come esperienza culturale condivisa. Il volume raccoglie 28 opere realizzate tra il 2022 e il 2024, affiancate da disegni preparatori e riflessioni che restituiscono l’intero percorso creativo dell’artista.
«Abbiamo voluto questo appuntamento perché crediamo nella possibilità di creare valore insieme, ciascuna con il proprio linguaggio», ha affermato Fabrizia De Magistris, che ha introdotto e coordinato la presentazione. «Per noi è importante aprire questi spazi al dialogo culturale, creare occasioni in cui l’arte possa incontrare le persone in modo autentico. Un incontro tutto al femminile, e credo che questa sensibilità condivisa abbia favorito un confronto più profondo, capace di andare oltre la semplice presentazione di un libro».
Nel dibattito sono intervenute anche Angela Schiavone e Marina Albamonte d’Affermo, offrendo letture complementari dell’opera. «Il sogno evocato da Bisanzio non è nostalgia, ma una visione che attraversa il tempo: cadono le città, non l’oro, inteso come valore spirituale», ha osservato Schiavone. Albamonte d’Affermo ha invece evidenziato la dimensione emotiva delle opere: «L’arte genera benessere, cura, ed è uno spazio fondamentale su cui continuare a investire».
Carla Castaldo, infine, ha ribadito il senso di continuità del progetto: «Questo libro e questo ciclo pittorico non segnano una conclusione, ma una tappa di un percorso aperto. Il successo della presentazione napoletana dimostra che “Il sogno di Bisanzio” continua a interrogare il presente e a generare nuove possibilità di dialogo».

di Napoli Magazine
30/01/2026 - 17:25
«Con “Il sogno di Bisanzio” ho voluto dare forma a una ricerca che unisce memoria e presente, spiritualità e inquietudine contemporanea. La risposta così partecipe del pubblico a Napoli conferma che questo dialogo è vivo e necessario», ha spiegato Carla Castaldo, autrice del volume e dell’omonimo ciclo pittorico, aprendo la l’evento napoletano dedicato al suo libro.
La presentazione di “Il sogno di Bisanzio”, pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori, si è svolta negli spazi dello storico Palazzo Nunziante di via Morelli, riscuotendo un significativo successo di pubblico e di contenuti. L’incontro, ospitato e promosso dalla sede napoletana di Banca Fideuram, ha rappresentato un momento di confronto tra arte, critica e narrazione, confermando il valore del progetto come esperienza culturale condivisa. Il volume raccoglie 28 opere realizzate tra il 2022 e il 2024, affiancate da disegni preparatori e riflessioni che restituiscono l’intero percorso creativo dell’artista.
«Abbiamo voluto questo appuntamento perché crediamo nella possibilità di creare valore insieme, ciascuna con il proprio linguaggio», ha affermato Fabrizia De Magistris, che ha introdotto e coordinato la presentazione. «Per noi è importante aprire questi spazi al dialogo culturale, creare occasioni in cui l’arte possa incontrare le persone in modo autentico. Un incontro tutto al femminile, e credo che questa sensibilità condivisa abbia favorito un confronto più profondo, capace di andare oltre la semplice presentazione di un libro».
Nel dibattito sono intervenute anche Angela Schiavone e Marina Albamonte d’Affermo, offrendo letture complementari dell’opera. «Il sogno evocato da Bisanzio non è nostalgia, ma una visione che attraversa il tempo: cadono le città, non l’oro, inteso come valore spirituale», ha osservato Schiavone. Albamonte d’Affermo ha invece evidenziato la dimensione emotiva delle opere: «L’arte genera benessere, cura, ed è uno spazio fondamentale su cui continuare a investire».
Carla Castaldo, infine, ha ribadito il senso di continuità del progetto: «Questo libro e questo ciclo pittorico non segnano una conclusione, ma una tappa di un percorso aperto. Il successo della presentazione napoletana dimostra che “Il sogno di Bisanzio” continua a interrogare il presente e a generare nuove possibilità di dialogo».
